Wine Tasting

Cantine Lavorata a Roccella Ionica

La famiglia Lavorata esprime una vera dinastia di produttori di vino, una storia lunga e che dura dal 1800. Due discendenti, oggi con i nipoti impegnati nei ruoli di enologo, sales ed amministrazione, raccolgono i frutti di oltre un milione di bottiglie in tre stabilimenti fra Calabria, Sicilia e Veneto. Noi però andiamo ad incontrare Domenico Grabriele Lavorata, enologo e responsabile agronomico della cantina. I vigneti di Riace circa 25 ettari posti in buche fra le collinette di diversi terroir, sbirciano il mare dove furono rinvenuti i famosi Bronzi. Gabriele è un professionista di grande empatia che vive in modo intenso la sua famiglia, la sua appartenenza ed il radicamento storico culturale del suo territorio, delle origini dinastiche di cui ne sente responsabilità e fregio.

Il panorama è molto simile ai vigneti del Cirotano, della Basilicata e di qualche scorcio della Valsamoggia, con queste attitudini a produrre vini bianchi e rossi di buona struttura, e se ben prodotti, di grande eleganza. Le rese non sono elevate, circa 70 q.li/ha e questo lascia presupporre una buona qualità di partenza delle uve, certo la famiglia è numerosa e la tentazione di incrementare la produzione è sempre dietro l’angolo. Al momento i Lavorata resistono forti, bisogna dirlo, di una delocalizzazione produttiva che media la solidità aziendale. Vigneti giovani e vecchi, varie esposizioni al sole ed ai venti marini, buona escursione termica, in sintesi vignaioli fortunati!

Torniamo in cantina a visitare la linea produttiva e la bottaia con legni di castagno delle montagne dell’Aspromonte, una caratteristica di ulteriore territorialità per l’affinamento enologico. Gabriele ci descrive le difficoltà produttive, l’aridità estiva, le temperature elevate in cantina i legni del castagno da domare, con l’entusiasmo del risultato dei vini prodotti che ci propone fiero in degustazione.

Bivonci doc b. 2016 un uvaggio di Greco b., Guardavalle, Inzolia, Malvasia dal naso ampio e dalla degustazione particolare. Il Greco b. 2017 un IGT sincero e armonioso. Inzolia 2016 Igt terre siciliane, fruttato e gradevole. I bianchi si sono mostrati di delicato carattere, quale adeguata proposta per gli abbinamenti di piatti di pesce ed antipasti della tradizione gastronomica mediterranea. Il rosato Bivonci 2016 rispecchia lo stile del Gabriele Enologo, che predilige vini freschi, pronti, piacevoli, non molto impegnativi. Nero d’Avola IGT Terre siciliane 2016 una buona etichetta che si fa apprezzare per la sua efficace sobrietà, arricchita dal passaggio in legno. Il Greco Nero igt calabria 2016 esprime nella sua profondità gustativa e la sua speziatura, il prodromo qualitativo del Bivonci rosso riserva doc del top di gamma di casa Lavorata.

Gestire tanti vitigni, dislocati in aree così distanti e per mercati vari, ha un’importante influenza sul progetto enologico di Gabriele, che mi sembra tendere di più ad uno standard qualitativo medio alto di queste etichette, evitando sogni di eccellenza da riservare a poche bottiglie. In effetti la forza di aziende come questa è il “caveau” delle annate e degli uvaggi disponibili, per realizzare nel proprio recinto uno stile riconoscibile ed affidabile che consegna ai “Lavorata” di prossima generazione un futuro solido e realistico.

Mi sento di ribadire un sincero ringraziamento per l’empatia e l’interessante giornata passata insieme al caro “Gabriele”.

Delfini sBronzi 🙂

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