Wine Tasting

A Melfi…Aglianico e Falconeria

Di fronte al Vulture, il Castello di Melfi, un balcone fortificato dove l’ecclettico re Federico II di Svevia edificò un’altra delle sue perle architettoniche. Qui gli piaceva passare le sue pause estive, fra i laghi di Monticchio ed il bosco di Avigliano, per dedicarsi alla sua passione la falconeria. I falchi, volano alto e predano solo per cibarsi e per istinto territoriale. Imperiosi, autorevoli, solitari, fieri da sempre con le aquile nei fregi nobiliari e di potere. A Melfi abbiamo conosciuto un Falconiere, forse l’unico della zona Michele Grimolizzi, un giovane loquace ed intraprendente, innamorato dei suoi falchi e coreografo di spettacoli volanti con i suoi amici alati.

Melfi fu anche presidio greco e poi romano e l’aglianico di qualità qui lo producono anche i fratelli Carbone, Luca architetto per titolo, agricoltore per professione, coltiva le sue vigne con coraggio e dedizione, Sara dall’accento nordico cura il resto. Una coppia di imprenditori agli antipodi, per produrre neanche 40.000bt di qualità e passione.

Scendiamo nel sottosuolo, fra le rocce che sorreggono il palazzotto di famiglia, subito un’atmosfera umida e magica, forse religiosa in questo cunicolo a forma di croce. Qui riposano le botti, fra le scanalature della roccia alla luce di fiaccole e lanterne sentinelle dell’ossigeno. La roccia è umida, fredda per viverci, ma generosa e protettiva per i vini, il risultato è emozione. Questa cantina Luca l’ha scavata letteralmente una cariola dopo l’altra, come un minatore, esploratore della profondità del futuro che merita.

Delfini scavatori 🙂

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