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Intonaco “Primitivo”

Siamo a Manduria (Ta) in compagnia di Salvatore Mero, il quale in società con Gregory Perrucci conduce questa storica cantina. Accademia dei Racemi sta per l’abilità dei viticoltori di riconoscere la fase fenologica produttiva e quindi la maturazione con l’ingrossamento dei racemi sulle femminelle. Quando il grappolo principale raggiunge la sua maturazione ottimale, la pianta riserva il suo prezioso nutrimento al racemo, è quello il segnale per avviare la vendemmia in quanto il grappolo ha raggiunto il massimo di gradazione zuccherina possibile. In questa azienda di ricerca e confronto di vitigni quali primitivo, susumaniello, ottavianello e malvasia, si respira forte la tradizione che si innova e vive oltreoceano.

Il Felline, lo Zinfandel, il Dunico ed il Sum esprimono emozioni forti e complesse per un’azienda unica nel suo genere che ha saputo farsi accogliere nel ristretto club dei Californiani d’America. Un’azienda moderna che si racconta nelle vasche del piano di sotto, nella vecchia cantina che ora accoglie le botti d’invecchiamento. Impossibile non notare il colore delle pareti, rosso, rosso porpora, rosso mattone, viola e la Delfina dal cuore da restauratrice esclama “questo colore è irriproducibile, fantastico”. Il sornione Salvatore ridacchia e spiega divertito: tutto questo colore ed i suoi segni, raccontano anno dopo anno le vendemmie storiche e le loro quantità generose. Ancora una storia incredibile, qui nelle varie annate più produttive o quando la cantina ne aveva possibilità, si comperava vino oltre la capacità di contenimento delle vasche e si riempiva di tutto sin nei corridoi e su per le scale a salire sulla botola d’accesso. Oggi quelle macchie, quei pigmenti, quei tannini,  quei polifenoli, rappresentano l’intonaco stratificato ottenuto dallo stoccaggio di questo vino incredibile, il Primitivo di Manduria.

Delfini intonacati 🙂

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