Food&Travel Tasting

Ristorante “Osteria del Sognatore“ – Milano (S.Cristoforo sui Navigli)

Camminiamo sui Navigli con il tram che sferraglia, all’incrocio tre biciclette modello Graziella pieghevoli degli anni 70, parcheggiate davanti all’ingresso del ristorante. La cosa ci suona familiare, il suggerimento è preciso. Un Pugliese, Max Amaranto Chef di lungo corso per villaggi e stagioni Italiche insieme ad un Campano, Federico artista e fotografo, avviano nel 2005 l’“Osteria del Sognatore”. L’accordo è “ Tu curi la cucina ed Io il locale”.

Nella realtà è così, pezzi vintage e d’antiquariato, foto artistiche ed inedite, ceramiche di interessante fattura, ninnoli e chiacchiera, sembra un locale per artisti post moderno, dove di frequente si esibiscono gruppi che suonano jazz.

Cosa non comune in sala, il Maitre Maurizio, di grande esperienza in ristoranti top, conduce con sobrietà e finezza la sala, tal che, se i due soci non fossero così socievoli e fruibili, gli ospiti potrebbero non richiedere altre presenze.

Bollicina Charmat d’ingresso Campana, la Falanghina Sannio Dop Terre Stregate, per l’assortimento di pane e focaccette al forno, flan di funghi su vellutata di taleggio e pomodori confit e calamari ripieni di ricotta di pecora al pesto, un antipasto molto ben equilibrato e gradevole. Maurizio abbina una Nosiola delle Dolomiti IGT 2016 di Vignaiolo Fanti, per le tagliatelle al tartufo bianco di Acqualagna e i ravioli al cacao ripieni di baccalà, noci e cipolla caramellata, che raccontano appieno le qualità dello Chef. Irrompe Maurizio, questa volta con PIC-IT Barbera d’Asti 2017 DOCG, che accompagna elegante uno spezzatino di vitello e patate, come fossimo a casa e la guancia di scottona con tortino di verza, entrambi buoni e corroboranti.

Tiramisù e creme caramel pistacchio e zafferano, e siamo KO!!! Intanto abbiamo partecipato alla degustazione alla cieca di una etichetta scelta da Max e chiacchierato al tavolo. Difficile scegliere fra atmosfera, convivialità e cena, ma le “Grazielle” parcheggiate, sono un modello storico e riuscito, come il “Sognatore”, un locale caldo e stiloso.

Delfini onirici 🙂

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