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L’etichetta di stoffa col pizzo elegante

Usciamo ad Ancona sud e percorriamo una decina di chilometri per salire nel casolare di famiglia dei Serenelli. “Qui sono nato” ci racconta Alberto “e con il mio papà Cesare, da questo garage continuo a cercare la bellezza anche nel vino”.

Alberto è un empatico di poche parole, un vignaiolo ed appassionato venditore dei suoi vini. Un ricercatore del dettaglio per migliorare il piacere del fare. Siamo in cantina, il piano seminterrato della casa paterna. Subito ci indica la foto che lo ritrae con papà Cesare e le sue barrique, le sue botti grandi, legni ed essenze pregiate, di cui una ancora da riempire con il prossimo sogno di bellezza.

Sembra conoscere tutto e lì Ti sorprende e chiede: “cosa posso fare meglio? conosci esperti da contattare?” mentre ci induce ad infilarci nella botte vuota per ascoltarne l’eco profumato del legno… un goliarda raffinato.

Salta sul transpallett solleva il carico di vino da spedire ed organizza il tavolo da degustazione, pane casareccio e prosciutto al taglio per brindare al nostro, mai casuale incontro, con la bollicina di Verdicchio brut metodo charmat lungo, agrumato, minerale, immediato.

A seguire il Marche bianco IGT , naso interessante e delicato, dalla degustazione efficace. A chiudere il ciclo dei tre bianchi l’etichetta “Sora Elvira” di Verdicchio doc, che esprime l’energia, l’ampiezza gustolfattiva di questa etichetta ispirata alla chiacchiera variegata dell’omonima vicina “rompiballe”.

Alberto comincia a mostrarci le sue sfumature, le bottiglie in ceramica ed in vetro di vario spessore e formato, le etichette in stoffa di cui una con il decoro del pizzo della sottana della nonna, “Passerina” igt.

Il sigillo in ceralacca, l’imbottigliamento manuale, le cassette in legno con ribaltina e la carta pregiata per avvolgerle una ad una. Ci ritroviamo abbracciati a ridere delle trovate e della raffinatezza mai ostentata da Alberto, ma di briosa evidenza.

I rossi sono di una meticolosità esagerata, i vigneti della Tenuta sono localizzati all’interno del Parco del Conero al numero civico 202, dove papà Cesare in cinquant’anni ha selezionato vitigni e vigneti, nell’area del Rosso Conero docg. Cesare prima e ora Alberto con l’enologo Sergio Paolucci, girano fra i filari assaggiando chicco dopo chicco l’intera vigna, per selezionare i grappoli per le relative etichette. Rese basse, potatura corta e diradamento deciso dei grappoli, con gli stessi lasciati a rinutrire la terra, dal terroir calcareo argilloso.

“Cesare Alberto” docg delle annate migliori, in barrique di allier per almeno 22 mesi, “Varano” rosso Conero doc, “Marro” rosso doc in legno grande, “Boranico” un taglio bordolese con Montepulciano e Merlot affinato in barrique per almeno 12 mesi, “Afro” e “Trave”, altre due etichette particolari.

I bianchi di Tenuta Serenelli sono un bel giocattolo, un divertente modo di proporre vino di qualità, ma questi rossi, sono il frutto della passione di Cesare e Alberto, sembrano raccontare il dialogo sfizioso di un padre e del figlio, la complicità di confidenze enologiche di due amici, parenti per fato, appassionati di cose belle.

Delfini  Serenelli 🙂

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